Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo e alla diffusione di nuove procedure terapeutiche di chirurgia mini-invasiva, praticate in ambito specialistico, atte a rappresentare una valida alternativa o un completamento delle tradizionali terapie medico chirurgiche. Quando queste procedure sono attuate da uno specialista Radiologo e sono realizzate attraverso l’impiego di tecniche ed apparecchiature radiologiche, vengono raggruppate sotto il nome di Radiologia Interventistica. Nata intorno agli anni Sessanta, la Radiologia Interventistica oggi dispone di indicazioni e protocolli terapeutici ben codificati, con campi diversi di applicazione. Il continuo miglioramento delle procedure interventistiche è correlato allo straordinario sviluppo dell’imaging radiologico che si avvale di apparecchiature sempre più sofisticate e ad alta precisione, di materiali per la navigazione endovascolare (cateteri, palloncini, ecc.) sempre più idonei e sicuri e di una maggiore applicazione degli specialisti Radiologi in questo settore specifico. I presidi terapeutici che la Radiologia Interventistica offre si dividono essenzialmente in tre gruppi: presidi di tipo diagnostico-terapeutico fondamentali (biopsie), presidi con carattere curativo alternativi (trattamenti di stenosi vascolari), presidi terapeutici palliativi (chemioembolizzazioni). I vantaggi clinici sono evidenziati da una vasta letteratura nell’ambito medico scientifico e possono riassumersi nei seguenti elementi: • minori rischi e minori disagi per il Paziente; • buona efficacia, raro uso di anestesia generale; • degenze brevissime.